Disavventure

Perdere la sanità mentale svuotando casa

“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sull’universo non sono del tutto sicuro.” Quando Einstein pronunciò queste parole, non esistevano ancora i gruppi Facebook dedicati allo scambio di oggetti. Altrimenti avrebbe sicuramente capito che non era l’universo il vero problema.

Disavventure

Io e Google Maps per la città: un disastro annunciato

Ottenere un nuovo medico di famiglia è stata un’esperienza mistica, di quelle che ti fanno dubitare di vivere nel ventunesimo secolo, tra uno sportello che si manifestava a orari esoterici, ticket distribuiti con rituali sempre diversi e file che iniziavano prima dell’alba come un culto segreto. A cerimonia conclusa mancava l’ultima cosa da fare: localizzare l’ambulatorio.

Disavventure

La mia nuova vita in balia dei cassonetti

Dopo essermi trasferita sapevo che, volente o nolente, mi sarei dovuta abituare a una nuova casa, a un nuovo ambiente e a nuovi ritmi. Ma non avevo fatto i conti con lei: la raccolta differenziata in modalità extreme. E da lì ho capito che non ero pronta a niente.

Disavventure

Sono finita a Silent Hill

Per chi si fosse perso l'episodio precedente, ho traslocato da poco. E il cambiamento è stato talmente drastico che, se prima vivevo in un quartiere in stile Carnevale di Rio per 365 giorni l’anno, ora mi ritrovo in uno scenario più simile all’alba dei morti viventi.

Disavventure

L’Intercity Notte e altre punizioni divine

"Anno nuovo, vita nuova!". Quante volte ci ripetiamo questo proverbio come sorta di slogan motivazionale? E quante volte non cambia mai niente – o quasi. Un po’ come quando ad Affari Tuoi invocano il mantra per scovare un pacco blu e puntualmente finiscono per pescarne uno rosso. E se gli dice pure bene, tornano a casa con una delle improbabili invenzioni di Herbert Ballerina.