Disavventure

Le mie disavventure hanno sempre un sequel

Se c'è una cosa che abbiamo in comune noi malati di binge watching, è senza dubbio un'applicazione per noi malati di binge watching. Almeno fino a quando l'app in questione non decide di chiudere i battenti, lasciandoci allo sbando come serial‑dipendenti in crisi d’astinenza.

Disavventure

Come rovinarsi la vita (digitale) con un click

Si dice che la fretta è cattiva consigliera. Io aggiungerei che, quando ci si mette anche la mia sfiga, viene fuori una combo infallibile. E non nel senso buono.

Disavventure

C’è posta per me… ma anche no

Il postino suona sempre due volte, dicono. Da me suona sempre e basta: per ragioni ignote, il mio citofono diventa puntualmente l’unico pulsante cliccabile dell’intero condominio.

Disavventure

Perdere la sanità mentale svuotando casa

“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sull’universo non sono del tutto sicuro.” Quando Einstein pronunciò queste parole, non esistevano ancora i gruppi Facebook dedicati allo scambio di oggetti. Altrimenti avrebbe sicuramente capito che non era l’universo il vero problema.

Disavventure

Io e Google Maps per la città: un disastro annunciato

Ottenere un nuovo medico di famiglia è stata un’esperienza mistica, di quelle che ti fanno dubitare di vivere nel ventunesimo secolo, tra uno sportello che si manifestava a orari esoterici, ticket distribuiti con rituali sempre diversi e file che iniziavano prima dell’alba come un culto segreto. A cerimonia conclusa mancava l’ultima cosa da fare: localizzare l’ambulatorio.