Cronache quotidiane

Il mio inaspettato upgrade cromatico

Finalmente ho visto la luce in fondo al tunnel.
No, non quella che ti appare quando stai per lasciare questo mondo, ma proprio la luce naturale.
Perché anche se il sole bacia i belli, stavolta ha deciso di fare un’eccezione pure per me.

Un evento raro, mitologico, considerando che negli ultimi anni ero diventata una creatura da interni.
Praticamente un essere fotosensibile più che un essere umano.

Il mare? Un ricordo lontano, quasi archeologico.
Era quel posto dove da bambina andavo felicemente con la famiglia, ma dove oggi non ci metterei piede nemmeno sotto minaccia.
Crescendo ho capito che quella che scambiavo per timidezza era in realtà la mia asocialità in forma pura, definitiva e non negoziabile.
Di conseguenza, l’idea di svegliarmi all’alba per prendere un regionale senza posti prenotati e finire compressa tra sconosciuti sudati ha smesso di sembrarmi una vacanza.
Ergo, ho continuato a preferire la mia pallida dignità.

Oltretutto, perché affannarsi a raggiungere la spiaggia – con tutto il circo che comportava – quando potevo prendere il sole gratuitamente e comodamente sul terrazzo di casa mia?
Teoricamente, questa era l’idea.
Peccato che, da un certo periodo in poi, appena mi azzardavo a uscire fuori comparivano i soliti – e per fortuna ormai ex – vicini sentinella.

Non per fornirmi le previsioni meteo, magari anche utili per capire dove orientare la sdraio, ma per elencarmi il necrologio del giorno: malattie persistenti, tragedie funeste, fatture salate, disgrazie assortite.
Un autentico bollettino di guerra, aggiornato in tempo reale.
Tutte le volte, più che ottenere un’invidiabile abbronzatura, ci guadagnavo solo una memorabile incazzatura.

In alternativa avrei potuto accontentarmi delle finestre per tentare una sorta di elioterapia domestica.
Ma considerando il vicinato, affacciarmi non rientrava tra le opzioni umanamente praticabili.

Tutto questo finché il trasloco non ha ribaltato la situazione con un plot twist provvidenziale.
Luce.
Aria.
Silenzio.
Un balcone in cui posso sostare in pace, senza rischiare di beccarmi l’ennesimo resoconto sulle sfortune altrui.
Per assurdo, qui finisco quasi per sentirmi io la casinista di turno, perché basta che sposti una sedia e mi sembra di aver interrotto la pace di un monastero.

La rivelazione davvero sorprendente, però, è decisamente un’altra: mi sto abbronzando.
Proprio io.
La stessa persona che fino a ieri sfoggiava la palette estetica di un muro appena imbiancato.
Una svolta talmente improbabile da stare tranquillamente nella stessa categoria della famigerata prova costume, che alla fine superano soltanto i devoti del fitness – mentre io sono sempre rimasta fedele a patatine e Coca‑Cola.

Per il momento, comunque, la tintarella si è concentrata unicamente sulla parte superiore del corpo, eccetto il viso ovviamente.
Quello continua a fare resistenza, probabilmente per non farmi rinunciare – come da prassi – al fondotinta estivo e al rischio mascherone.
In compenso, anche la vitamina D, finalmente, sa dove trovarmi.

Non so bene cosa stia succedendo, ma sto passando da bianco cadaverico a dorato risorto.
Spero almeno che, dopo anni trascorsi a ignorarci a vicenda – in parte per cause di forza maggiore – questo improvviso ritorno di fiamma tra me e il sole non si riduca al solito flirt estivo.

Non so quanto durerà questo idillio e, siccome “chi scherza col fuoco si brucia“, nel dubbio mi sono comunque armata di protezione solare 50+.
A conti fatti, sicuramente non diventerò lo stesso una tipa da spiaggia, ma se non altro con questo colorito non sembrerò più un glitch grafico del paesaggio circostante.
Del resto, in certi casi è solo questione di prospettiva: quando cambia la luce, cambia anche il contesto.

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4 pensieri su “Il mio inaspettato upgrade cromatico”

  1. La rivincita delle… bianche 😂 Io rimango color mozzarella anche dopo due settimane al mare!

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